Maurizio Pilò
Maurizio Pilò fonde fotografia e pittura per raccontare l’incessante trasformazione della natura e dell’uomo, in una continua rinascita senza tempo.
Le opere dell’artista nascono dalle fotografie che scatta esplorando luoghi dove la natura è in declino, spesso dalle sponde dei fiumi della sua terra, cogliendo particolari che mostrano il passare del tempo, la vegetazione che sta abbandonando il colore e la vitalità. Il suo intervento artistico, con colori acrilici e tecniche miste, trasforma questo attimo di metamorfosi per portarlo in uno sguardo di rinascita, di ritorno alla vita che porta l’immagine in un nuovo spazio senza tempo e ricco di elementi simbolici.
È un’arte della speranza, gli occhi dell’artista vedono oltre l’apparente decadenza di una parte della natura; Maurizio Pilò crea con segni ricchi di materia e di colore una visione di un possibile futuro, visione che vuole mettere in luce simbolicamente una possibilità, la volontà di non arrendersi dell’uomo dove c’è dolore, perdita e distruzione.
Nelle sue opere vi è un secondo livello di lettura, un racconto intimo di come vive questa trasformazione e questa speranza.
Ogni scatto che diventa pittura è pensato per dare significato e trasformazione; dalla stampa già trasformata da un lavoro creativo digitale, in un grande formato e incollata su una tela, Maurizio Pilò sovrappone una pellicola trasparente, lasciando spesso coperti frammenti di carte scritte, appunti, grafiche, altre fotografie, tracce della sua vita d’artista; a volte sono visibili, in parte nascoste, l’artista ama chiamarla mappa dove si nascondono segreti. L’opera è infine completata con un intervento sulla pellicola realizzato grazi a colori acrilici e pastelli a olio.
Questa stratificazione racconta l’esplorare del suo sguardo personale, che interpreta la potenzialità di un rinascere quotidiano.
Maurizio Pilò fin da piccolo aveva una grandissima passione per il disegno; comincia a dipingere a quindici anni e si dedica all’inizio allo stile figurativo; frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Ravenna. A vent’anni lascia lo stile realista sperimentando tecniche miste, smalti, plastiche, catrame, e inizia a lavorare su pellicole fotografiche di immagini da lui realizzate.
Dal 2008 inizia una nuova sperimentazione su fotografia sempre dedicata alla natura, lavorando nel suo studio nelle ex scuderie di un castello a Santa Maria in Fabriago, immerso nella campagna e sulla sponda di un fiume; così gli argini divengono un tema ricorrente.
Dal 2015 arricchisce la sua tecnica con sovrapposizioni, inserti e interventi su pellicola. Attualmente il suo studio è a Imola.

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